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[Architetti] Il mio portone ideale, fra Goldrake e James Bond

Guest Blogger: Arch. Daniele Devoti

La prima volta che ho avuto la consapevolezza di cosa fosse un portone è stato molti anni fa guardando Goldrake Ufo Robot.

Il primo anime giapponese trasmesso in Italia era stato una doccia fredda sui noi bambini ormai avvizziti dai topolini, paperini e animali vari.
Quando ho visto il disco volante di Goldrake uscire dalla base segreta passando sotto una cascata ho subito immaginato quanto sarebbe stato bello poterlo fare anche a casa mia, ma al posto della cascata c’era un banalissimo portone basculante e neppure montato troppo bene.
In quegli anni quello era il mio portone ideale.

 

Oggi sono un architetto e mi occupo di ristrutturazioni, i lavori che preferisco sono quelli all’interno del centro storico perché mi costringono a cercare nuove strategie e nuove idee per risolvere i classici problemi edilizi.
In questa tipologia di lavori mi è capitato d’inserire dei portoni senza dover modificare il disegno della facciata e per farlo mi sono ispirato alle porte interne chiamate comunemente invisibili (hanno lo stesso colore della parete e una volta chiuse si vede una sottile fuga rettangolare che delimita il perimetro).
In quel caso il mio portone ideale era a filo esterno rivestito dello stesso materiale che componeva la facciata, invisibile ad un occhio distratto.
Una soluzione molto simile a quelle viste nei film di James Bond, ma aveva il vantaggio di lasciare la facciata del palazzo perfettamente proporzionata e pulita.
Ogni ristrutturazione o nuova costruzione si riduce ad una serie di scelte, alcune le fanno i progettisti altre i costruttori e altre ancora i committenti.
Questi ultimi sono l’anello debole della catena perché privi della necessaria conoscenza della materia e quindi più facilmente malleabili se non addirittura truffabili.
Proprio per questo motivo ho iniziato a scrivere un manuale su “Come ristrutturare casa senza farsi imbrogliare”, dove ogni argomento della ristrutturazione è affrontato e approfondito da specialisti del settore in maniera semplice, permettendo così a tutti di poter fare delle scelte senza commettere gravi errori.
La semplice scelta tra un portone sezionale o un altro basculante ad un committente potrebbe procurare qualche notte insonne, perché semplicemente non ha la conoscenza necessaria per capire le differenze e, soprattutto, comprendere come queste scelte possono influire i suoi comportamenti per i prossimi vent’anni.
Arch. Daniele Devoti
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